domenica 15 luglio 2018

Il libro della settimana





Il romanzo che ho scelto per questa settimana è Diario di una lady di provincia di E. M. Delafield (Beat, 9 euro, traduzione di Monica Pareschi, ebook disponibile). Dall'incipit: “7 novembre. Oggi piantatura dei bulbi. Nel bel mezzo della quale arriva Lady Boxe. Le dico, mentendo spudoratamente, che è un piacere vederla, si accomodi, la prego, finisco con i bulbi e sono da lei. Lady B. punta dritta verso la poltrona dove ho già sistemato due vasi e il sacco del carbone, ma riesco a pilotarla appena in tempo verso il divano”. La protagonista e voce narrante è una signora di campagna alle prese con le incombenze della vita quotidiana, con un marito quasi trasparente, due figli, la casa da gestire e i conti che spesso non tornano. 



E. M. Delafield


Non aspettatevi una trama complessa, ma lo stile dell'autrice, apparentemente semplice, ma in realtà ironico, e le sue domande (come “È possibile coltivare l'arte della conversazione vivendo tutto l'anno in campagna?”) renderanno piacevolissima la lettura. E. M. Delafield scrisse tre seguiti del Diario, ma credo che non siano stati tradotti in italiano. Voi cosa state leggendo?



sabato 14 luglio 2018

Festival della Mente 2018


Dal 31 agosto al 2 settembre si svolgerà a Sarzana (SP) la quindicesima edizione del Festival della Mente, il primo festival europeo dedicato alla creatività e alla nascita delle idee. Il filo conduttore di quest'anno è l'idea di comunità e saranno protagonisti, fra gli altri, Alessandro Barbero, Serena Dandini, Michela Murgia, Diego De Silva. Trovate il programma completo e tutte le informazioni utili qui.

lunedì 9 luglio 2018

Il libro della settimana






Non so se si è capito dalle tante recensioni che ho fatto dei romanzi di Ian McEwan, ma ho sviluppato una venerazione per questo autore. L'unico libro suo che non mi ha entusiasmato è Solar, ma ho letto solo una piccola parte della sua produzione (trovate le recensioni che ho fatto quiqui e qui). Anche The Children Act (La ballata di Adam Henry, Einaudi, 17 euro, traduzione di Susanna Basso) non mi ha deluso: protagonisti sono Fiona Maye, giudice dell'Alta Corte che sta attraversando una crisi coniugale, e Adam, un ragazzo quasi maggiorenne, Testimone di Geova e affetto da leucemia. Potrebbe essere curato con delle trasfusioni di sangue, ma le rifiuta perché i precetti della sua religione le vietano e Fiona decide di fargli visita personalmente per capire la situazione. In un romanzo piuttosto breve (circa duecento pagine), ma molto intenso, McEwan ci spinge a interrogarci sui confini fra la legge, la libertà personale e le convinzioni religiose. Buone letture e buona settimana!



domenica 1 luglio 2018

Il libro della settimana



Ho deciso di inaugurare una nuova rubrica del blog, nella quale ogni lunedì vi consiglierò un libro. Più che recensioni vere e proprie, saranno dei brevi suggerimenti di lettura e sceglierò i libri fra quelli che ho letto in passato e mi sono piaciuti, ma dei quali non ho mai parlato qui. Bando alle ciance, partiamo subito con il primo libro, che è Il figlio maschio di Giuseppina Torregrossa (Rizzoli, 14 euro, ebook disponibile). 




Racconta la storia vera dei Cavallotto, una famiglia siciliana i cui figli, partiti come piccoli proprietari terrieri, diventeranno editori e librai. Una grande storia di famiglia dal 1924 agli anni Novanta, in cui dominano la passione in tutte le sue forme e il coraggio delle donne. Trovate queste tematiche anche in altri libri di Giuseppina Torregrossa, per esempio a me sono piaciuti La miscela segreta di casa Olivares e Manna e miele. 



sabato 30 giugno 2018

Libri letti a giugno




Nel mese di giugno ho finalmente letto Gli anni della leggerezza di Elizabeth Jane Howard (Fazi editore, 18,50 euro, traduzione di Manuela Francescon, ebook disponibile), il primo dei cinque volumi della saga dei Cazalet, che avevo acquistato tempo fa e non avevo ancora trovato il momento giusto per iniziare. I Cazalet sono una di quelle famiglie inglesi ormai quasi scomparse: la loro ricchezza è data da una solida impresa commerciale guidata dal capofamiglia ormai anziano con l'aiuto dei figli. Sia Edward che Hugh Cazalet hanno prestato servizio durante la Grande Guerra ed entrambi ne portano ancora i segni, seppure in modi molto diversi. Rupert, vedovo e aspirante pittore, si è risposato con la giovane e bella Zoë, che fatica a inserirsi nella nuova famiglia e a fare amicizia con le cognate. Del vecchio Cazalet, detto il Generale, e di sua moglie Kitty, soprannominata la Duchessa per le opinioni squisitamente vittoriane, si prende cura la figlia nubile Rachel; completano la famiglia vari nipoti e la servitù. Il romanzo inizia nel 1937, un periodo sereno nel quale però cominciano già ad avvertirsi dei segnali di pericolo riguardo a un nuovo conflitto mondiale, avvisaglie che diventeranno gradualmente più concrete durante la narrazione. Sono stata conquistata dall'acuta descrizione psicologica dei vari personaggi, ognuno con le proprie passioni e idiosincrasie. Da non perdere se amate le grandi saghe familiari e, se conoscete l'inglese, c'è anche una serie in sei puntate realizzata dalla BBC nel 2001.




Ho poi letto Pinocchio, del quale conoscevo l'adattamento della Disney ma di cui non avevo mai letto la versione originale integrale. Le peripezie del burattino scapestrato sono note a tutti, quindi non mi dilungo, ma vi consiglio l'edizione critica della Feltrinelli a cura di Fernando Tempesti (8 euro), ricca di note sul lessico e di spunti di riflessione. Pinocchio è un libro per tutte le età: i bambini rimarranno affascinati dalle avventure fantastiche dei personaggi, gli adulti invece coglieranno analisi attualissime.





Dopo essermi imbattuta nel bellissimo Ted Talk Dovremmo essere tutti femministi” di Chimamanda Ngozi Adichie, ho deciso di conoscere l'opera di questa scrittrice nigeriana di nascita e statunitense di adozione. Ho pensato di iniziare con L'ibisco viola, il suo primo romanzo (Einaudi, 12 euro, traduzione di Maria Giuseppina Cavallo, ebook disponibile). La storia è raccontata dal punto di vista di Kambili, un'adolescente timida e riservata che vive in Nigeria con i genitori e il fratello Jaja. Eugene, il loro padre, è un uomo molto stimato nella comunità: è un imprenditore di successo, fervente cattolico e editore di un giornale indipendente. Nel privato, però, Eugene sfoga il proprio fanatismo religioso sulla moglie e i figli, pretendendo standard altissimi del comportamento che lui ritiene adeguato e ricorrendo alla violenza fisica quando qualcosa non va come si aspetta. Durante un soggiorno a casa della zia materna Ifeoma, vedova, insegnante universitaria che cresce i propri figli incoraggiandoli ad esprimersi e a pensare in modo critico, Kambili e Jaja conoscono un mondo nuovo, fatto di amore e libertà. Zia Ifeoma sostiene il pensiero libero e gli esperimenti, come la pianta di ibisco viola che ha creato e cresce rigogliosa nel suo giardino. L'intelligenza e l'allegria di Ifeoma cambieranno per sempre il modo di vivere di Kambili e Jaja.



Infine ho cominciato a leggere Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve, del quale avevo scaricato l'ebook chissà quanto tempo fa e mi ero poi completamente dimenticata di averlo. Per ora è divertente, poi scriverò una recensione più dettagliata.

Andrete in vacanza? Che andiate in giro o rimaniate a casa, ricordatevi che un buon libro è un ottimo compagno! Se volete, qui qui trovate i miei suggerimenti per l'estate di qualche anno fa.



giovedì 31 maggio 2018

Libri letti a maggio



Nei primi giorni di maggio ho letto molto velocemente il nuovo romanzo di Enrico Brizzi, Contento te contenti tutti (Theoria, 16 euro). Di questo autore avevo amato molto, ormai alcuni anni fa, Jack Frusciante è uscito dal gruppo, poi ammetto che l'avevo perso di vista. Sono molto contenta di averlo ritrovato, perché questo romanzo mi è davvero piaciuto. Il protagonista, Umberto Ripamonti - per la madre Bubi - è il classico rampollo di una famiglia ricca che non sa cosa fare con la propria vita. Un tizio un po' alla Lapo Elkann, per capirci, che sotto sotto ti fa quasi simpatia ma che non vorresti mai in casa tua. Rimasto presto orfano di padre, cresciuto da una madre arrivista che fa di tutto per ostacolare la sua indipendenza, dopo una gioventù in provincia, spesa male insieme ad amici debosciati, Umberto commette un grave errore che lo rende moralmente schiavo della madre tirannica. Nell'ennesimo tentativo di dare una svolta alla propria esistenza, decide di partire per percorrere il Cammino di Santiago, e, confortato dall'aiuto e dall'amicizia ricevuti da pellegrini di tutto il mondo, ha un'illuminazione. Al rientro in patria, diventerà un imprenditore nel settore alberghiero nel percorso italiano paragonabile a quello dell'apostolo Giacomo, cioè la via Francigena. Fra l'altro, si dà il caso che il nuovo compagno della signora Ripamonti, il conte Guelfo Bruni Vallarini (che vanta un avo nominato nella Divina Commedia), ricco produttore di vini della Val d'Orcia, abbia giusto un albergo chiuso da tempo che sarebbe perfetto per il piano di Umberto. Non mi sarei mai aspettata che tu decidessi di fare l'albergatore, ma “contento te contenti tutti”, approva la madre di Umberto, e in breve tempo l'albergo viene restaurato e arrivano i primi clienti. Il nostro eroe sembra davvero aver trovato la propria strada, ma senza rendersene conto finirà per cacciarsi in una trama più grande di lui che lo travolgerà in modo inesorabile.





Cambiamo genere con Orfani bianchi di Antonio Manzini (Chiarelettere, 12,50 euro, ebook disponibile). Non so se vi è mai capitato di avere bisogno di una badante per un familiare. Una delle mie nonne è stata accompagnata negli ultimi anni della sua vita da due donne originarie della Romania, una ragazza con una bambina piccola e una signora matura con una figlia adulta, rimasta in patria e madre a sua volta. Queste donne si sono occupate di mia nonna con pazienza e attenzione e mi hanno raccontato del paese da cui provenivano, del comunismo, quando nessuno era ricco ma tutti avevano il necessario per vivere, della famiglia che avevano lasciato. Mirta, la protagonista di questo romanzo, potrebbe essere una conoscente delle donne che hanno accudito mia nonna: ha trentaquattro anni, è una badante moldava trapiantata a Roma e a casa ha lasciato Ilie, il figlio dodicenne, l'unica gioia della sua vita. Ilie vive con la nonna materna, ma quando la nonna muore Mirta non ha altra scelta che portarlo in un internat, cioè un orfanotrofio. In realtà, come spiega la direttrice dell'istituto, solo la metà dei ragazzi che vivono lì ha perso i genitori: gli altri, come Ilie, sono orfani bianchi, cioè figli di persone andate a cercare lavoro all'estero. Nell'internat ci sono stanzone fredde e spoglie e poco da mangiare, ma Mirta promette a Ilie che entro pochi mesi tornerà a prenderlo per portarlo in Italia con sé. Infatti, dopo essere stata licenziata dalla famiglia in cui lavorava e aver fatto le pulizie per quattro euro l'ora, ha trovato un impiego come badante con un ottimo stipendio. È vero, la signora di cui si occupa ha un carattere difficile e sua nuora fa di tutto per complicarle la vita, ma Mirta ha deciso di mettere da parte un po' di denaro e poi andare a vivere con Pavel, un brav'uomo che lavora e vuole bene a lei e a suo figlio. Finalmente ha l'occasione di migliorare la sua vita, ma Ilie si chiude in sé stesso e dall'Italia Mirta non riesce a capire cosa gli sta succedendo. Con questo romanzo, Antonio Manzini delinea il ritratto di una delle tante donne che lasciano i propri cari per prendersi cura dei nostri anziani.





L'ultimo libro di cui vi racconto è Tanti baci dalla Mesmenia di Fabienne Betting (Feltrinelli, 16 euro, traduzione di Elena Cappellini, ebook disponibile). Il ventisettenne parigino Thomas tira a campare lavorando in un fast-food e convive con Sandrine, una ragazza che lo sopporta fino all'abnegazione e lo esorta continuamente a cercarsi un impiego più stabile. Un giorno, Thomas legge su un giornale un annuncio scarno ma più che sufficiente ad attirare la sua attenzione: “Urgente: cercasi traduttore per un romanzo della Mesmenia. Molto buona retribuzione.” L'immaginaria nazione della Mesmenia è un posto poverissimo e dimenticato da Dio fra Russia ed Estonia e Thomas ha studiato la lingua all'università solo perché aveva una cotta per la giovane e bella docente Malislovna. La cotta non era assolutamente ricambiata e dopo la delusione d'amore il protagonista ha abbandonato gli studi, ma l'annuncio lo incuriosisce e Thomas decide di scoprire di cosa si tratta. In realtà, i suoi ricordi di mesmeno sono piuttosto vaghi e non può ripassarlo su internet o con un manuale perché praticamente nessuno, a parte gli abitanti della Mesmenia, parla questa lingua. Il nostro eroe si presenta al colloquio e un tizio piuttosto losco gli propone duemila euro per tradurre il romanzo in tre settimane. Nonostante la contrarietà di Sandrine, che teme che l'impresa rinverdisca nel fidanzato i ricordi mai del tutto sopiti dell'affascinante Malislovna, Thomas si butta a capofitto nella traduzione e, già che c'è, ci mette del suo nei punti che non capisce o che non gli sembrano funzionali alla narrazione. Alla scadenza prevista, Thomas consegna il romanzo, supponendo di essere ricontattato per una revisione prima della pubblicazione, ma dopo un paio di mesi scopre che La vita rurale in Mesmenia - questo il titolo dell'opera - è uscito senza modifiche e che lui viene citato come autore. Poco dopo, la Mesmenia conquista gli onori della cronaca per la scoperta di alcuni giacimenti di terre rare. Tutti vogliono intervistare Thomas, ritenendolo esperto conoscitore della Mesmenia, e per lui inizia un'avventura imprevedibile. In teoria, questo romanzo avrebbe tutte le carte in regola per essere una brillante commedia degli equivoci, e in questi termini viene presentato nella quarta di copertina. Personalmente, in verità, non mi ha coinvolto più di tanto: ho trovato quasi tutti i personaggi piuttosto irritanti e le situazioni mi sono sembrate poco plausibili, anche volendo lasciare spazio alla fantasia. Non si può dire che sia scritto male, forse non ha evocato in me sensazioni particolari, fatto sta che anche vista l'ottimistica scritta “Questo romanzo ti farà felice” che campeggia sulla copertina mi aspettavo qualcosa di meglio.




lunedì 7 maggio 2018

SalTo18


Dal 10 al 14 maggio a Torino si svolgerà la trentunesima edizione del Salone Internazionale del Libro. Quest'anno il tema è l'idea di futuro e il paese ospite è la Francia. Potete trovare tutte le informazioni qui.