venerdì 31 agosto 2018

Libri letti ad agosto


Com’è andato il mese di agosto? Spero che vi siate rilassati e abbiate fatto delle buone letture! Io ho cominciato questo mese con un libro che volevo leggere da un po’ di tempo: In Cold Blood di Truman Capote (A sangue freddo, Garzanti, 17 euro, traduzione di M. Dèttore). Con questo libro, Capote inventa il genere letterario detto non-fiction novel, cioè la narrazione, più o meno romanzata, di fatti realmente accaduti. In una tranquilla notte del novembre del 1959, la vita della comunità di Holcomb, una  piccola città prospera e serena, viene sconvolta per sempre: due giovani balordi, Dick Hickock e Perry Smith, si introducono in casa del proprietario terriero Herb Clutter per rubare e lasciano dietro di sè i cadaveri di Herb, sua moglie Bonnie e i due figli adolescenti Kenyon e Nancy. La famiglia Clutter era rispettata e benvoluta a Holcomb e all’inizio la polizia non riesce a comprendere i moventi di un gesto così brutale, anche perché dalla casa sono stati portati via solo pochi spiccioli (chi conosceva Herb Clutter sapeva che preferiva usare gli assegni piuttosto che il denaro contante). In questo romanzo non c’è la caccia agli assassini che troviamo in un giallo stile Agatha Christie, perché il lettore conosce fin dall’inizio l’identità dei killer, il loro piano e i loro movimenti. Quello che non sappiamo, e che ci viene raccontato gradualmente dall’autore, è chi sono davvero Dick e Perry, che infanzia hanno avuto, da quali famiglie provengono, che cosa sognano, di cosa hanno paura, come sono arrivati ad uccidere a sangue freddo quattro persone inermi che non avevano mai visto prima di quella notte. Arriviamo piano piano a conoscerli, sembra quasi di sentire le loro voci - diverse fra loro, Dick ha un linguaggio semplice e ama fare battute, mentre Perry cerca di darsi un tono usando termini sofisticati - che ci raccontano episodi della loro vita, come se fossimo seduti a mangiare un hamburger con loro. È possibile che questi due ragazzi tutto sommato simpatici siano le stesse persone che hanno ucciso quattro innocenti senza motivo? Da dove nasce il male, ma soprattutto, possiamo davvero ritenerci immuni dalla violenza? Possiamo credere di essere diversi da Dick e Perry, migliori di loro, forse addirittura superiori? Capote racconta i fatti e non risponde alle nostre domande, lasciandoci il compito di riflettere e di trovare le nostre risposte. Truman Capote si documentò in modo approfondito per scrivere A sangue freddo: insieme all’amica Harper Lee (autrice di Il buio oltre la siepe) andò di persona a Holcomb per parlare con le persone che vivevano lì, si mise in contatto con i poliziotti che indagavano sul caso ed ebbe un fitto scambio epistolare con Dick e Perry. In realtà, non tutto quello che è raccontato nel romanzo è accaduto, o almeno non nel modo in cui ci viene descritto dall’autore, e per questo Capote ha ricevuto varie critiche. Aldilà di una puntigliosa ricostruzione filologica degli eventi, credo che l’autore abbia descritto in modo magistrale la psicologia dei due assassini e abbia costruito un romanzo che spinge il lettore a porsi degli interrogativi molto importanti.




Truman Capote e Harper Lee (fonte: Time)



Il secondo romanzo che ho letto ad agosto è La bibliotecaria di Marina Di Domenico (Elliot, 16 euro, ebook disponibile). La protagonista, Roberta, è una giovane bibliotecaria che da Novara si trasferisce in uno sperduto paesino dell'Abruzzo per mettere quanta più distanza possibile fra sé e il fidanzato violento che l'ha quasi uccisa. La ragazza fa subito la conoscenza della segretaria del sindaco, dei notabili del paese, che come da copione appartengono alla stessa famiglia, di Nicola, un uomo anziano che per tutta la vita si è occupato della vasta biblioteca, frutto di una donazione fatta da un collegio di suore chiuso da molti anni. In paese sono in molti a scommettere che Roberta non riuscirà a sopportare la vita in mezzo alle montagne, ma la ragazza trova nel paesino la pace di cui ha bisogno per cercare di dimenticare l'ex fidanzato. Ad un certo punto, però, iniziano ad accadere dei fatti strani riconducibili alla scomparsa di Angela, una bambina del paese, sparita nel nulla alla metà degli anni Cinquanta. Roberta capisce che qualcuno le sta lasciando degli indizi affinché lei faccia luce su un mistero che turba ancora le coscienze di molti cittadini e indaga, raccogliendo i pettegolezzi e i ricordi degli anziani, con l'aiuto di un giovane giornalista. Al clima di suspence -c'è perfino l'inspiegabile apparizione di una ragazzina incredibilmente simile ad Angela- si aggiunge la tensione per un possibile ritorno dell'ex di Roberta, che nel frattempo è uscito dal carcere. Il punto di partenza di questo romanzo è molto interessante e lo sviluppo della vicenda, anche se forse un po' contorto in alcuni punti, è comunque plausibile. L'unica pecca che ho riscontrato in questo libro è la brevità: 154 pagine sono un po' poche per spiegare nel dettaglio tutti gli elementi della storia e per approfondire la psicologia dei personaggi. Resta una lettura gradevole e avvincente, ma credo che la narrazione avrebbe meritato qualche pagina in più.






L'ultimo libro di questo mese è Un delitto fatto in casa di Gianni Farinetti (Marsilio, 12,50 euro, ebook disponibile). La casa del titolo è quella della famiglia alto borghese dei Guarienti, anzi, le case che compaiono nel romanzo sono tre: la villa padronale di Bra, nel cuneese, la cosiddetta “villa piccola” a poca distanza e la casa in Costa Azzurra. Si capisce quindi che i Guarienti sono molto agiati: la loro fortuna deriva da una solidissima impresa di costruzioni della quale tiene saldamente le redini Cesare Guarienti, aiutato dal nipote Edoardo, un giovanotto ambizioso che non esita a fare affari con personaggi discutibili pur di raggiungere i propri obiettivi. Cesare è un uomo inflessibile, che ama il potere ed esercita la propria autorità su familiari e collaboratori. Quindi, come ogni Natale, secondo le sue disposizioni tutta la famiglia si riunisce in Costa Azzurra per festeggiare, mentre a Nizza un amico (anzi, qualcosa di più di un amico) di Sebastiano, il figlio di Cesare, è testimone casuale dello strano suicidio di una donna anziana con la passione per il gioco d'azzardo. Va bene, mi direte voi, ma cosa c'entra la famiglia Guarienti? C'entra, ma per arrivare a capire il legame non bisogna avere fretta. Questo romanzo mi ha ricordato un po' Enigma in luogo di mare (ne ho parlato qui): il delitto è soprattutto il pretesto per descrivere un ambiente, certi personaggi, ciò che li unisce e ciò che li divide. Cosa lega Cesare a sua moglie Anna e qual è invece il suo rapporto con la cognata Adriana, vedova da anni di Gioacchino, archeologo scomparso in Iraq? Cosa ha visto tanti anni prima la domestica Maddalena, ormai cieca ma con ancora un'ottima memoria? Non fatevi scoraggiare dalle quattro pagine che elencano i personaggi del romanzo: una volta entrati nella storia, riuscirete a distinguerli con facilità. Se amate le ricostruzioni di certi ambienti e certe atmosfere e le descrizioni psicologiche, sapete cogliere i dettagli e non avete fretta di scoprire chi è l'assassino, Un delitto fatto in casa è il romanzo giusto per voi.










domenica 26 agosto 2018

Il libro della settimana


Per questa settimana di fine estate ho scelto di parlarvi di un giallo un po' particolare: Enigma in luogo di mare di Fruttero e Lucentini (Mondadori, 7,50 euro). La vicenda si svolge in un complesso di villette eleganti semi nascoste nell'immaginaria pineta della Gualdana (non lontano da Grosseto), ispirata alla pineta di Roccamare, nella quale possedeva una casa estiva Carlo Fruttero. Non si tratta di un giallo tradizionale perché l'omicidio avviene diverse pagine dopo l'inizio del romanzo e nella prima parte del libro il lettore fa la conoscenza dei variopinti personaggi che vivono stabilmente alla Gualdana (molte persone si recano alla pineta solo per le vacanze). Incontriamo così il signor Monforti, depresso e timidamente innamorato della bella signora Neri, Max e Fortini, due comici in cerca di ispirazione (nei quali è facile vedere l'auto parodia degli autori), due attempate amiche svizzere dedite alla cartomanzia, i coniugi Zeme, il signor Lotti con i suoi cani da caccia e tanti altri. Questo romanzo ha un ritmo lento che può disorientare chi si aspetta un giallo in stile Agatha Christie, ma, come in altre opere di questi autori -penso soprattutto a La donna della domenica e A che punto è la notte-, il focus è concentrato sulla descrizione minuziosa dei personaggi e delle loro abitudini, con un linguaggio di ottimo livello e un'ironia lieve. I vari pezzi del mosaico si uniscono gradualmente e alla fine davanti ai nostri occhi prende forma il disegno dell'omicidio. Enigma in luogo di mare è un romanzo da gustare con calma e magari da rileggere.



La pineta di Roccamare (fonte: Hotel Residence Roccamare)

lunedì 20 agosto 2018

Il libro della settimana


Cercando nella libreria un romanzo da proporvi, mi è tornato fra le mani Uomini nudi di Alicia Giménez-Bartlett (Sellerio, 16 euro, traduzione di Maria Nicola, ebook disponibile). Fin dalle prime righe ci arriva la voce di Irene, la protagonista: “Me ne importa assai poco, non lo amo più. Anzi, in questo momento mi domando addirittura se sono mai stata innamorata di lui. Quindici anni di matrimonio, ecco la cosa peggiore, la sensazione di avere perso il mio tempo”. Una voce diretta, impietosa, che non si piange addosso. Irene dirige l'azienda che le ha lasciato il padre, nella quale il marito è entrato grazie alla loro unione, e lei non si nasconde che per entrambi è stato un matrimonio di convenienza. Ma cosa fare quando tuo marito, come nel più trito dei cliché, ti lascia per una donna più giovane e più bella di te? Innanzitutto, Irene lo licenzia, poi torna ad occuparsi della ditta e a frequentare la sua amica Genoveva, una ricca divorziata che passa da un fidanzato all'altro, “sempre truccata come un sarcofago egizio” ma tutto sommato felice perché non si preoccupa del giudizio altrui. Le loro vite si intrecciano con quelle di Javier, un professore di scuola privata licenziato a causa della crisi, e Iván, che si è inventato una professione come spogliarellista e riesce a portare l'ex professore sulla strada degli spettacoli per sole donne. Lo sguardo impietoso dell'autrice, nota anche per i romanzi gialli dell'ispettrice Petra Delicado, con Uomini nudi ci racconta una vicenda in cui si mescolano convenienza, amore, sesso, violenza e lotta di classe.





martedì 14 agosto 2018

Il libro della settimana


Oggi vi parlo di un romanzo storico di Oliver Pötzsch, La figlia del boia (Beat, 9 euro, traduzione di Alessandra Petrelli, ebook disponibile). La vicenda è ambientata in Baviera nel 1659 e il boia del titolo è Jakob Kuisl (del quale l'autore è un discendente), un omone barbuto, che incute timore nella comunità, in parte emarginato a causa del lavoro che svolge, ma in un certo senso anche rispettato in quanto noto come uomo giusto. La levatrice Martha è stata accusata del crimine più orribile che si possa immaginare, l'assassinio di due bambini, e in breve tempo, anche a causa degli infusi a base di erbe medicinali che prepara per alleviare i dolori delle partorienti, si diffonde la voce che la donna sia una strega. Jakob però non crede alla colpevolezza di Martha e, con l'aiuto di sua figlia Magdalena e di Simon, il figlio del medico della città, si mette alla ricerca della verità. La figlia del boia è un romanzo storico ricco di dettagli (se non sopportate le scene di violenza vi consiglio di saltare le descrizioni delle torture), imperniato su Jakob, un personaggio non privo di lati oscuri, ma che non esita a mettersi al servizio dei più deboli per scavare a fondo in un sistema di potere corrotto.





domenica 5 agosto 2018

Il libro della settimana



Il libro che ho scelto per questa settimana è Colpa d'amore di Elizabeth von Arnim (Bollati Boringhieri, 12,50 euro, traduzione di Simona Garavelli, ebook disponibile). Milly si ritrova improvvisamente vedova e alla lettura del testamento tutti i parenti del defunto - un clan familiare molto unito - hanno una sgradevole sorpresa: Ernest ha diseredato la moglie. Di quale terribile colpa può essersi mai macchiata la dolce e timida Milly per indurre il marito ad un gesto così grave? E come dovranno comportarsi con lei i familiari di Ernest? Milly è consapevole che il marito ha voluto punirla per una lunga relazione extraconiugale con uno studioso di Oxford e pensa che adesso, povera ma libera dal vincolo matrimoniale, potrà finalmente costruire una vita con l'uomo che ama, ma le cose andranno in modo molto diverso. Elizabeth von Arnim, profonda conoscitrice dei meccanismi e dell'ipocrisia della società del proprio tempo (meccanismi che, in forme diverse, possiamo rintracciare anche nel mondo attuale), esplora la psicologia dei propri personaggi e ci restiuisce il ritratto vivido e attualissimo di una donna alle prese con un conflitto personale e sociale.



Elizabeth von Arnim



lunedì 30 luglio 2018

Libri letti a luglio


Ho cominciato il mese di luglio in compagnia del Centenario che saltò dalla finestra e scomparve (Jonas Jonasson, Bompiani, 8,50 euro, traduzione di Margherita Podestà Heir, ebook disponibile). Il centenario in questione è lo svedese Allan Karlsson, un signore piuttosto pimpante per la sua età, che vive in una casa di riposo. Quando inizia il romanzo, siamo al culmine dei preparativi per il compleanno di Allan, che compie appunto cent'anni, ma non ha nessuna intenzione di festeggiare il traguardo insieme alla severa direttrice della casa di riposo e ai giornalisti invitati per l'occasione. Senza starci tanto a pensare su, ancora con le pantofole ai piedi, Allan approfitta di una finestra aperta al piano terra e se la squaglia. Lemme lemme (in fin dei conti, non è più un ragazzino) arriva alla stazione degli autobus e lì fa la conoscenza di un giovanotto piuttosto minaccioso con una valigia grande e molto pesante. Da qui si snoda una serie di eventi imprevedibili, che coinvolgono un'organizzazione criminale di mezza tacca, la polizia, tanta acquavite e persino un elefante. La narrazione è intervallata da flashback che raccontano la vita di Allan, un'esistenza avventurosa che ha portato il protagonista in giro per il mondo e gli ha fatto conoscere tanti personaggi importanti - nel bene e nel male - del Novecento. La trama non è sempre plausibile, ma la simpatia di Allan, un uomo che prende la vita come viene e cerca sempre di vedere il bicchiere mezzo pieno, rende la lettura scorrevole e divertente.




Il secondo libro che mi ha fatto compagnia è stato I garbati maneggi delle signorine Devoto di Renzo Bistolfi (Tea, 14 euro, ebook disponibile). Questo romanzo mi ha trasportato negli anni Cinquanta, a Sestri Ponente, che prima di diventare un quartiere di Genova era una località balneare  elegante e alla moda. L'industrializzazione ha poi cambiato la fisionomia di questa zona, ma nel romanzo di Bistolfi vediamo ancora le tracce di una vita di altri tempi, quando non si andava a fare la spesa al supermercato ma nei piccoli negozi, il telefono e la televisione erano rari e la messa della domenica era un appuntamento imperdibile per molte persone. È in questo micrococosmo che le anziane sorelle Devoto sono nate e cresciute, senza mai lasciare la palazzina costruita dal padre nella Via Privata Vassallo, e di questa realtà padroneggiano le regole e i codici non scritti. Sebbene si siano molto impoverite dopo la guerra, si sforzano di mantenere un tenore di vita decoroso con mille economie: il loro motto in fatto di alimentazione è “Mangiate poco e starete bene, mangiate meno e starete anche meglio”. Quando l'amministratore del condominio propone loro di vendere l'appartamento per trasferirsi in uno più piccolo, le tre zitelle rifiutano sdegnate. Il lettore però si rende conto che qualcuno sta tramando per mettere le mani a prezzi stracciati sugli immobili della Via Privata Vassallo e quando Isolina, un'amica delle signorine Devoto ricca e senza parenti, sparisce in modo misterioso, le tre sorelle capiscono che sta succedendo qualcosa di grave. Mettono in moto la loro rete di informatori più o meno ufficiali (amiche, negozianti, artigiani), ma riusciranno a dipanare la matassa senza finire nei guai? L'atmosfera di questo libro mi ha ricordato quella dei romanzi di Andrea Vitali: l'autore tratteggia, con sguardo affettuoso e divertito, i personaggi e le abitudini di un mondo ormai scomparso.


Cambiamo genere con Il club delle lettrici di Renate Dorrestein (Guanda, 16,50 euro, traduzione di Laura Pignatti, ebook disponibile). Sette amiche olandesi di mezza età, socie di un club di lettura, colgono al volo l'occasione di partecipare a una crociera letteraria in Scozia organizzata dal loro idolo, lo scrittore Gideon de Wit. Leonie, la più precisa del gruppo, si prepara acquistando una guida (le cui note costituiscono un divertentissimo arricchimento al romanzo), Johanna porta i suoi inseparabili vestiti grigio topo, Tillie provvede al rifornimento di alcolici, Barbara mette in valigia una misteriosa pistola dorata di cui fiera… L'incontro con il loro mito, però, si rivela un po' al di sotto delle aspettative delle nostre eroine, visto che Gideon de Wit è invecchiato piuttosto male rispetto alle foto nella quarta di copertina dei suoi romanzi e non è proprio simpaticissimo, anche se questo si era già capito dalle interviste che Martha ha collezionato in modo maniacale. La crociera non parte sotto i migliori auspici, data l'imperizia di Gideon come capitano e l'inspiegabile assenza a bordo di personale qualificato. Il club delle lettrici è un romanzo divertentissimo (e credo che una parte del merito vada riconosciuta alla traduttrice) in cui la crociera letteraria diventa per questo gruppo di donne un'occasione per raccontarsi, per riflettere sul loro amore per la lettura e su cosa significhi invecchiare in una società che insegue la gioventù e la bellezza a tutti i costi. Le protagoniste sono donne comuni, che si barcamenano nei piccoli e grandi problemi quotidiani senza lamentarsi, con pazienza e tanta ironia. Da non perdere per chi crede che leggere migliori la vita.



Passiamo a La fattoria dei gelsomini di Elizabeth von Arnim (Fazi, 15 euro, traduzione di Sabina Terziani, ebook disponibile). Lady Daisy è una nobile e facoltosa vedova, con un'amatissima figlia, Terry, ed entrambe le donne hanno fatto della virtù e della purezza i cardini della propria esistenza. Lady Daisy ama coltivare l'amicizia di persone perbene quanto lei, salvo poi ripudiare i disgraziati conoscenti che osano manifestare comportamenti non adeguati all'altissimo standard che la nobildonna si aspetta da loro e da sé stessa. Il romanzo inizia durante un fine settimana nella dimora di campagna di lady Daisy. Il clima insolitamente caldo mette a dura prova l'umore degli ospiti, e come se non bastasse, il menu, di solito raffinato ed impeccabile, non è adeguato a ciò che gli amici di Daisy si aspettano di trovare. Aleggia un'educata curiosità nei confronti di Rosie Leigh, giovane e bella moglie di Andrew, amico di vecchia data della padrona di casa. Rosie è una donnina deliziosa ma incapace di sostenere una conversazione e molti si chiedono come mai Daisy l'abbia invitata, visto che peraltro non l'aveva mai fatto prima. Nel pomeriggio, Andrew e l'anziano signor Topham iniziano una partita a scacchi che si protrae fino al mattino seguente. Durante la notte tutti dormono, quindi come è possibile che l'innocente e adorabile Terry, il mattino dopo, sappia chi ha vinto? Rosie sospetta che la ragazza non sia candida come vuole far credere e chiede aiuto a sua madre, Mrs de Lacy, una donna piena di risorse ed ex mariti e amanti, che architetta un piano molto semplice, forse quasi ingenuo, ma efficace, per cambiare in meglio la propria vita e quella di Rosie a spese di lady Daisy. Elizabeth von Arnim si dimostra ancora una volta maestra nel mettere a nudo con ironia la profonda ipocrisia della società vittoriana e nel delineare dei personaggi complessi e pieni di sfaccettature e proprio per questo molto vicini a noi.



Ho infine letto Non dirlo ad Alfred di Nancy Mitford (Adelphi, 12 euro, traduzione di Silvia Pareschi). L'Alfred del titolo è il marito di Fanny, già personaggio di L'amore in un clima freddo, al quale avevo accennato qui. Fanny ha una vita tranquilla ad Oxford, dove il marito insegna all'università, anche se, ormai giunta alla mezza età e con i figli grandi, si annoia un po'. All'improvviso, Alfred viene nominato ambasciatore inglese a Parigi e la coppia si ritrova catapultata in un mondo scintillante, fatto di personaggi eccentrici, cene, giornalisti pettegoli e crisi diplomatiche da scongiurare. Oltre ai figli di Fanny e Alfred, per niente interessati agli studi e al lavoro rispettabile che i genitori sognano per loro, all'ambasciata troviamo anche Northey, adorabile segretaria personale di Fanny, che invece di aiutare con le varie incombenze preferisce andarsene in giro per Parigi con una schiera infinita di corteggiatori. Ho trovato questo romanzo un po' meno coinvolgente rispetto a L'amore in un clima freddo, ma è comunque una lettura gradevole e divertente.





Anche per questo mese è tutto! Voi cosa state leggendo?








domenica 29 luglio 2018

Il libro della settimana


Oggi vorrei parlarvi di un romanzo di Margaret Atwood che ho letto alcuni anni fa e che, nella vasta produzione della scrittrice canadese, mi ha particolarmente colpito: L'altra Grace (Ponte alle Grazie,  17 euro, traduzione di Margherita Giacobino). Chi è appassionato di Netflix forse conoscerà già la storia perché l'anno scorso è stata trasmessa una miniserie, per tutti gli altri il romanzo racconta la vicenda realmente avvenuta della giovane e bella Grace Marks, arrivata in Canada dall'Irlanda alla metà dell'Ottocento e coinvolta nel brutale omicidio del suo datore di lavoro e della sua amante. In prigione, Grace ha finalmente la possibilità di raccontare la propria versione dei fatti a un medico, ma il lettore capisce presto che Grace è un narratore inaffidabile, anche se estremamente affascinante. In un gioco di specchi in cui vittime e carnefici si confondono di continuo, la Atwood ci porta a interrogarci sulla condizione della donna e sull'esistenza di una verità oggettiva.



Margaret Atwood