Non so se si è capito dalle tante recensioni che ho fatto dei romanzi di Ian McEwan, ma ho sviluppato una venerazione per questo autore. L'unico libro suo che non mi ha entusiasmato è Solar, ma ho letto solo una piccola parte della sua produzione (trovate le recensioni che ho fatto qui, qui e qui). Anche The Children Act (La ballata di Adam Henry, Einaudi, 17 euro, traduzione di Susanna Basso) non mi ha deluso: protagonisti sono Fiona Maye, giudice dell'Alta Corte che sta attraversando una crisi coniugale, e Adam, un ragazzo quasi maggiorenne, Testimone di Geova e affetto da leucemia. Potrebbe essere curato con delle trasfusioni di sangue, ma le rifiuta perché i precetti della sua religione le vietano e Fiona decide di fargli visita personalmente per capire la situazione. In un romanzo piuttosto breve (circa duecento pagine), ma molto intenso, McEwan ci spinge a interrogarci sui confini fra la legge, la libertà personale e le convinzioni religiose. Buone letture e buona settimana!
"Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere" (Daniel Pennac, "Come un romanzo")
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lunedì 9 luglio 2018
giovedì 17 settembre 2015
Miele - Ian McEwan
Traduzione:
Maurizia Balmelli
Casa editrice:
Einaudi
Pagine: 351
Prezzo: 13 euro
Serena Frome è
una bella ragazza che, in piena Guerra Fredda, viene reclutata dai servizi
segreti britannici grazie alla raccomandazione di un professore universitario
con il quale ha avuto una relazione. All’inizio il lavoro nell’intelligence non
è particolarmente emozionante - all’epoca, le donne erano destinate soprattutto
all’archivio - e Serena si distrae grazie alla sua passione più grande: la
lettura. Dopo l’ufficio torna a casa e la sera, nella sua stanzetta in affitto,
divora romanzi uno dopo l’altro. A causa del magro stipendio può permettersi
solo libri usati, ma riesce a tenersi aggiornata su tutte le ultime uscite. Ed
è proprio l’amore per la lettura a fruttarle il primo incarico di rilievo:
viene reclutata per l’operazione Miele, con la quale l’MI5 vuole finanziare un
gruppo di intellettuali. Non saranno oggetto di pressioni esplicite su quello
che dovranno scrivere, ma ovviamente si cercherà di far sì che producano qualcosa
contro il comunismo. A Serena viene affidato il compito di occuparsi di Tom
Haley, un giovanotto con un promettente futuro accademico che ha pubblicato una
manciata di racconti. La ragazza legge tutto quello che Haley ha scritto, lo
trova interessante e, con addosso i propri abiti migliori, va a Brighton per
incontrarlo. Dopo i convenevoli, gli propina la frottola che i servizi segreti
hanno preparato - lei lavora per una fondazione che vuole aiutare i giovani
scrittori meritevoli a raggiungere il successo - e Tom abbocca, colpito anche
dalle gambe lunghe di Serena messe in mostra da una minigonna. Anche lei, però,
è attratta da lui e in breve tempo commette un grave errore: mescola il lavoro
e l’amore. Con il pretesto di dargli qualche consiglio sul romanzo che Haley
vuole scrivere, tutti i venerdì Serena lascia la grigia Londra per Brighton e i
due passano insieme dei week end appassionati. La ragazza non è cinica e si
domanda più volte se non dovrebbe dire a Tom qual è il suo vero lavoro, ma per
un motivo o per l’altro non si decide mai. Tutto comunque sembra andare per il
verso giusto, ma Serena non si è resa conto che prima o poi qualcuno potrebbe
raccontare a Haley quello che lei gli ha taciuto…
sabato 6 giugno 2015
Espiazione - Ian McEwan
Traduzione:
Susanna Basso
Confesso che non avevo ancora
letto nulla di McEwan, sebbene avessi sentito spesso parlare di lui e qualche
anno fa avessi avuto anche l’opportunità di incontrare la sua voce italiana,
Susanna Basso, una donna estremamente intelligente e gentile. Qualche giorno
fa, gironzolando in libreria, mi sono imbattuta in una copia di Espiazione e
leggendo la quarta di copertina mi sono incuriosita.
Ho pensato che la ragazzina un po’ imbronciata nella foto fosse Briony e mi sono chiesta perché se ne stesse a meditare scalza su una scalinata di pietra mangiucchiata dal tempo. Il romanzo inizia nell’estate del 1935, un’estate molto calda per il clima inglese. Briony Tallis ha tredici anni e una sfrenata passione per la scrittura. Ha appena finito di creare una commedia e vuole metterla in scena con l’aiuto - a dire il vero un po’ coatto - dei cuginetti più piccoli Jackson e Pierrot e di Lola, quindicenne ma già quasi donna. I tre ragazzi sono ospiti dei Tallis perché la loro madre ha lasciato il marito per un amante parigino, quindi sono distrutti perché si sono resi conto che la loro famiglia si sta sgretolando e si sentono frustrati perché non possono farci nulla. Accettano di prendere parte alla rappresentazione che dovrà celebrare il rientro a casa di Leon, amatissimo fratello maggiore di Briony, accompagnato da un amico, Paul Marshall. I pensieri di Briony però non sono rivolti esclusivamente alla commedia: ha percepito che c’è una corrente sotterranea fra sua sorella Cecilia e Robbie Turner, il figlio della loro domestica. È ancora troppo giovane per comprendere i sottintesi e le sfumature delle occhiate e dei gesti che passano fra Cecilia e Robbie e si limita a osservarli e a chiedersi come potrebbe descrivere in un racconto quello che sta accadendo. La signora Tallis, afflitta da emicranie, passa molto tempo chiusa nella propria stanza e ascolta tutti i rumori della casa e dei suoi abitanti, ma non è in grado di guidare Briony. La rappresentazione poi salta e la ragazzina è testimone di alcuni eventi che non avrebbe mai dovuto vedere perché non riesce a capirne il vero significato, quindi attribuisce loro il senso che la sua immaginazione infantile ritiene più plausibile. Da qui scaturirà un’accusa falsa e infamante che sconvolgerà per sempre le vite di tutti. Ritroviamo poi Briony alcuni anni dopo: allo scoppio della seconda guerra mondiale ha scelto di seguire un corso da infermiera e trascorre le giornate in ospedale, fra i rimproveri della caposala, l’odore dell’acido fenico, i soldati morenti e coloro che sopravviveranno ma porteranno sempre con sé gli orrori degli spari e delle bombe. Nell’ultimo capitolo, ambientato nel 1999, Briony è ormai anziana e sa che la sua lucidità mentale la abbandonerà presto. Ha raccontato quello che è accaduto in un romanzo che ha riscritto più volte, ma si domanda se esista davvero una verità oggettiva e come possa uno scrittore, creatore del destino dei propri personaggi, fare ammenda dei propri crimini.
Casa editrice:
Einaudi
Pagine: 381
Prezzo: 13 euro
Ho pensato che la ragazzina un po’ imbronciata nella foto fosse Briony e mi sono chiesta perché se ne stesse a meditare scalza su una scalinata di pietra mangiucchiata dal tempo. Il romanzo inizia nell’estate del 1935, un’estate molto calda per il clima inglese. Briony Tallis ha tredici anni e una sfrenata passione per la scrittura. Ha appena finito di creare una commedia e vuole metterla in scena con l’aiuto - a dire il vero un po’ coatto - dei cuginetti più piccoli Jackson e Pierrot e di Lola, quindicenne ma già quasi donna. I tre ragazzi sono ospiti dei Tallis perché la loro madre ha lasciato il marito per un amante parigino, quindi sono distrutti perché si sono resi conto che la loro famiglia si sta sgretolando e si sentono frustrati perché non possono farci nulla. Accettano di prendere parte alla rappresentazione che dovrà celebrare il rientro a casa di Leon, amatissimo fratello maggiore di Briony, accompagnato da un amico, Paul Marshall. I pensieri di Briony però non sono rivolti esclusivamente alla commedia: ha percepito che c’è una corrente sotterranea fra sua sorella Cecilia e Robbie Turner, il figlio della loro domestica. È ancora troppo giovane per comprendere i sottintesi e le sfumature delle occhiate e dei gesti che passano fra Cecilia e Robbie e si limita a osservarli e a chiedersi come potrebbe descrivere in un racconto quello che sta accadendo. La signora Tallis, afflitta da emicranie, passa molto tempo chiusa nella propria stanza e ascolta tutti i rumori della casa e dei suoi abitanti, ma non è in grado di guidare Briony. La rappresentazione poi salta e la ragazzina è testimone di alcuni eventi che non avrebbe mai dovuto vedere perché non riesce a capirne il vero significato, quindi attribuisce loro il senso che la sua immaginazione infantile ritiene più plausibile. Da qui scaturirà un’accusa falsa e infamante che sconvolgerà per sempre le vite di tutti. Ritroviamo poi Briony alcuni anni dopo: allo scoppio della seconda guerra mondiale ha scelto di seguire un corso da infermiera e trascorre le giornate in ospedale, fra i rimproveri della caposala, l’odore dell’acido fenico, i soldati morenti e coloro che sopravviveranno ma porteranno sempre con sé gli orrori degli spari e delle bombe. Nell’ultimo capitolo, ambientato nel 1999, Briony è ormai anziana e sa che la sua lucidità mentale la abbandonerà presto. Ha raccontato quello che è accaduto in un romanzo che ha riscritto più volte, ma si domanda se esista davvero una verità oggettiva e come possa uno scrittore, creatore del destino dei propri personaggi, fare ammenda dei propri crimini.
Espiazione è un
romanzo che parla del senso di colpa e della sofferenza che possiamo causare
agli altri quando ci convinciamo che il senso che attribuiamo a ciò che vediamo
sia l’unico possibile. Quando ci rifiutiamo di immaginare che possiamo esserci
sbagliati e vogliamo che le persone si muovano come marionette su uno sfondo di
carta, quando crediamo di poter manipolare l’esistenza altrui come se fossimo
delle divinità. L’espiazione è davvero possibile? Coloro ai quali abbiamo fatto
del male non ci perdoneranno, ma tramite
la scrittura possiamo trasfigurare le vicende e renderle più liete di quanto
non siano state.
Espiazione a me è
piaciuto moltissimo, ma ovviamente è percorso da un grande dolore che non
lascia indifferenti, quindi valutate se è il momento giusto per leggerlo. Uno
degli elementi che preferisco dei buoni libri è che, al contrario dello yogurt,
non hanno una data di scadenza: potete metterli su un ripiano e lasciarli lì,
perfino dimenticarli, in attesa del momento più adatto per immergervi nella
storia. E prima o poi, quel momento arriva sempre.
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