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lunedì 9 luglio 2018

Il libro della settimana






Non so se si è capito dalle tante recensioni che ho fatto dei romanzi di Ian McEwan, ma ho sviluppato una venerazione per questo autore. L'unico libro suo che non mi ha entusiasmato è Solar, ma ho letto solo una piccola parte della sua produzione (trovate le recensioni che ho fatto quiqui e qui). Anche The Children Act (La ballata di Adam Henry, Einaudi, 17 euro, traduzione di Susanna Basso) non mi ha deluso: protagonisti sono Fiona Maye, giudice dell'Alta Corte che sta attraversando una crisi coniugale, e Adam, un ragazzo quasi maggiorenne, Testimone di Geova e affetto da leucemia. Potrebbe essere curato con delle trasfusioni di sangue, ma le rifiuta perché i precetti della sua religione le vietano e Fiona decide di fargli visita personalmente per capire la situazione. In un romanzo piuttosto breve (circa duecento pagine), ma molto intenso, McEwan ci spinge a interrogarci sui confini fra la legge, la libertà personale e le convinzioni religiose. Buone letture e buona settimana!



giovedì 17 settembre 2015

Miele - Ian McEwan



Traduzione: Maurizia Balmelli

Casa editrice: Einaudi

Pagine: 351

Prezzo: 13 euro
 
Serena Frome è una bella ragazza che, in piena Guerra Fredda, viene reclutata dai servizi segreti britannici grazie alla raccomandazione di un professore universitario con il quale ha avuto una relazione. All’inizio il lavoro nell’intelligence non è particolarmente emozionante - all’epoca, le donne erano destinate soprattutto all’archivio - e Serena si distrae grazie alla sua passione più grande: la lettura. Dopo l’ufficio torna a casa e la sera, nella sua stanzetta in affitto, divora romanzi uno dopo l’altro. A causa del magro stipendio può permettersi solo libri usati, ma riesce a tenersi aggiornata su tutte le ultime uscite. Ed è proprio l’amore per la lettura a fruttarle il primo incarico di rilievo: viene reclutata per l’operazione Miele, con la quale l’MI5 vuole finanziare un gruppo di intellettuali. Non saranno oggetto di pressioni esplicite su quello che dovranno scrivere, ma ovviamente si cercherà di far sì che producano qualcosa contro il comunismo. A Serena viene affidato il compito di occuparsi di Tom Haley, un giovanotto con un promettente futuro accademico che ha pubblicato una manciata di racconti. La ragazza legge tutto quello che Haley ha scritto, lo trova interessante e, con addosso i propri abiti migliori, va a Brighton per incontrarlo. Dopo i convenevoli, gli propina la frottola che i servizi segreti hanno preparato - lei lavora per una fondazione che vuole aiutare i giovani scrittori meritevoli a raggiungere il successo - e Tom abbocca, colpito anche dalle gambe lunghe di Serena messe in mostra da una minigonna. Anche lei, però, è attratta da lui e in breve tempo commette un grave errore: mescola il lavoro e l’amore. Con il pretesto di dargli qualche consiglio sul romanzo che Haley vuole scrivere, tutti i venerdì Serena lascia la grigia Londra per Brighton e i due passano insieme dei week end appassionati. La ragazza non è cinica e si domanda più volte se non dovrebbe dire a Tom qual è il suo vero lavoro, ma per un motivo o per l’altro non si decide mai. Tutto comunque sembra andare per il verso giusto, ma Serena non si è resa conto che prima o poi qualcuno potrebbe raccontare a Haley quello che lei gli ha taciuto…
 Miele non è una spy story stile Ian Fleming; non ci sono inseguimenti a bordo di auto sportive, sparatorie o gadget iper tecnologici. Vi ho ritrovato invece alcuni elementi presenti anche in Espiazione (potete leggere la recensione qui): Tom Haley è uno scrittore che crea personaggi e mondi alternativi in cui farli vivere, ma senza rendersene conto viene manipolato da Serena, che ha creato per lui una carriera al servizio della propaganda anti comunista. Eppure anche Serena diventerà oggetto delle fantasie da demiurgo di Tom: in un continuo gioco di specchi, chi è il manipolato e chi il manipolatore? Esiste davvero un’unica visione dei fatti, una verità oggettiva? Ed è possibile capire le ragioni di una persona che si rivela molto diversa da come credevamo che fosse? Ad un certo punto, nel testo c’è un riferimento all’Otello di Shakespeare, che mi fa venire in mente anche l’Amleto, nel punto in cui il principe di Danimarca fa mettere in scena un dramma nel quale viene descritto un evento realmente accaduto (l’assassinio del padre di Amleto): dov’è il confine fra realtà e finzione? E cosa succede a chi decide di oltrepassarlo?

sabato 6 giugno 2015

Espiazione - Ian McEwan

Traduzione: Susanna Basso

Casa editrice: Einaudi

Pagine: 381

Prezzo: 13 euro

 
Confesso che non avevo ancora letto nulla di McEwan, sebbene avessi sentito spesso parlare di lui e qualche anno fa avessi avuto anche l’opportunità di incontrare la sua voce italiana, Susanna Basso, una donna estremamente intelligente e gentile. Qualche giorno fa, gironzolando in libreria, mi sono imbattuta in una copia di Espiazione e leggendo la quarta di copertina mi sono incuriosita.

 




Ho pensato che la ragazzina un po’ imbronciata nella foto fosse Briony e mi sono chiesta perché se ne stesse a meditare scalza su una scalinata di pietra mangiucchiata dal tempo. Il romanzo inizia nell’estate del 1935, un’estate molto calda per il clima inglese. Briony Tallis ha tredici anni e una sfrenata passione per la scrittura. Ha appena finito di creare una commedia e vuole metterla in scena con l’aiuto - a dire il vero un po’ coatto - dei cuginetti più piccoli Jackson e Pierrot e di Lola, quindicenne ma già quasi donna. I tre ragazzi sono ospiti dei Tallis perché la loro madre ha lasciato il marito per un amante parigino, quindi sono distrutti perché si sono resi conto che la loro famiglia si sta sgretolando e si sentono frustrati perché non possono farci nulla. Accettano di prendere parte alla rappresentazione che dovrà celebrare il rientro a casa di Leon, amatissimo fratello maggiore di Briony, accompagnato da un amico, Paul Marshall. I pensieri di Briony però non sono rivolti esclusivamente alla commedia: ha percepito che c’è una corrente sotterranea fra sua sorella Cecilia e Robbie Turner, il figlio della loro domestica. È ancora troppo giovane per comprendere i sottintesi e le sfumature delle occhiate e dei gesti che passano fra Cecilia e Robbie e si limita a osservarli e a chiedersi come potrebbe descrivere in un racconto quello che sta accadendo. La signora Tallis, afflitta da emicranie, passa molto tempo chiusa nella propria stanza e ascolta tutti i rumori della casa e dei suoi abitanti, ma non è in grado di guidare Briony. La rappresentazione poi salta e la ragazzina è testimone di alcuni eventi che non avrebbe mai dovuto vedere perché non riesce a capirne il vero significato, quindi attribuisce loro il senso che la sua immaginazione infantile ritiene più plausibile. Da qui scaturirà un’accusa falsa e infamante che sconvolgerà per sempre le vite di tutti. Ritroviamo poi Briony alcuni anni dopo: allo scoppio della seconda guerra mondiale ha scelto di seguire un corso da infermiera e trascorre le giornate in ospedale, fra i rimproveri della caposala, l’odore dell’acido fenico, i soldati morenti e coloro che sopravviveranno ma porteranno sempre con sé gli orrori degli spari e delle bombe. Nell’ultimo capitolo, ambientato nel 1999, Briony è ormai anziana e sa che la sua lucidità mentale la abbandonerà presto. Ha raccontato quello che è accaduto in un romanzo che ha riscritto più volte, ma si domanda se esista davvero una verità oggettiva e come possa uno scrittore, creatore del destino dei propri personaggi, fare ammenda dei propri crimini.

Espiazione è un romanzo che parla del senso di colpa e della sofferenza che possiamo causare agli altri quando ci convinciamo che il senso che attribuiamo a ciò che vediamo sia l’unico possibile. Quando ci rifiutiamo di immaginare che possiamo esserci sbagliati e vogliamo che le persone si muovano come marionette su uno sfondo di carta, quando crediamo di poter manipolare l’esistenza altrui come se fossimo delle divinità. L’espiazione è davvero possibile? Coloro ai quali abbiamo fatto del male non ci perdoneranno, ma  tramite la scrittura possiamo trasfigurare le vicende e renderle più liete di quanto non siano state.

Espiazione a me è piaciuto moltissimo, ma ovviamente è percorso da un grande dolore che non lascia indifferenti, quindi valutate se è il momento giusto per leggerlo. Uno degli elementi che preferisco dei buoni libri è che, al contrario dello yogurt, non hanno una data di scadenza: potete metterli su un ripiano e lasciarli lì, perfino dimenticarli, in attesa del momento più adatto per immergervi nella storia. E prima o poi, quel momento arriva sempre.