Visualizzazione post con etichetta elizabeth jane howard. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta elizabeth jane howard. Mostra tutti i post

sabato 30 giugno 2018

Libri letti a giugno




Nel mese di giugno ho finalmente letto Gli anni della leggerezza di Elizabeth Jane Howard (Fazi editore, 18,50 euro, traduzione di Manuela Francescon, ebook disponibile), il primo dei cinque volumi della saga dei Cazalet, che avevo acquistato tempo fa e non avevo ancora trovato il momento giusto per iniziare. I Cazalet sono una di quelle famiglie inglesi ormai quasi scomparse: la loro ricchezza è data da una solida impresa commerciale guidata dal capofamiglia ormai anziano con l'aiuto dei figli. Sia Edward che Hugh Cazalet hanno prestato servizio durante la Grande Guerra ed entrambi ne portano ancora i segni, seppure in modi molto diversi. Rupert, vedovo e aspirante pittore, si è risposato con la giovane e bella Zoë, che fatica a inserirsi nella nuova famiglia e a fare amicizia con le cognate. Del vecchio Cazalet, detto il Generale, e di sua moglie Kitty, soprannominata la Duchessa per le opinioni squisitamente vittoriane, si prende cura la figlia nubile Rachel; completano la famiglia vari nipoti e la servitù. Il romanzo inizia nel 1937, un periodo sereno nel quale però cominciano già ad avvertirsi dei segnali di pericolo riguardo a un nuovo conflitto mondiale, avvisaglie che diventeranno gradualmente più concrete durante la narrazione. Sono stata conquistata dall'acuta descrizione psicologica dei vari personaggi, ognuno con le proprie passioni e idiosincrasie. Da non perdere se amate le grandi saghe familiari e, se conoscete l'inglese, c'è anche una serie in sei puntate realizzata dalla BBC nel 2001.




Ho poi letto Pinocchio, del quale conoscevo l'adattamento della Disney ma di cui non avevo mai letto la versione originale integrale. Le peripezie del burattino scapestrato sono note a tutti, quindi non mi dilungo, ma vi consiglio l'edizione critica della Feltrinelli a cura di Fernando Tempesti (8 euro), ricca di note sul lessico e di spunti di riflessione. Pinocchio è un libro per tutte le età: i bambini rimarranno affascinati dalle avventure fantastiche dei personaggi, gli adulti invece coglieranno analisi attualissime.





Dopo essermi imbattuta nel bellissimo Ted Talk Dovremmo essere tutti femministi” di Chimamanda Ngozi Adichie, ho deciso di conoscere l'opera di questa scrittrice nigeriana di nascita e statunitense di adozione. Ho pensato di iniziare con L'ibisco viola, il suo primo romanzo (Einaudi, 12 euro, traduzione di Maria Giuseppina Cavallo, ebook disponibile). La storia è raccontata dal punto di vista di Kambili, un'adolescente timida e riservata che vive in Nigeria con i genitori e il fratello Jaja. Eugene, il loro padre, è un uomo molto stimato nella comunità: è un imprenditore di successo, fervente cattolico e editore di un giornale indipendente. Nel privato, però, Eugene sfoga il proprio fanatismo religioso sulla moglie e i figli, pretendendo standard altissimi del comportamento che lui ritiene adeguato e ricorrendo alla violenza fisica quando qualcosa non va come si aspetta. Durante un soggiorno a casa della zia materna Ifeoma, vedova, insegnante universitaria che cresce i propri figli incoraggiandoli ad esprimersi e a pensare in modo critico, Kambili e Jaja conoscono un mondo nuovo, fatto di amore e libertà. Zia Ifeoma sostiene il pensiero libero e gli esperimenti, come la pianta di ibisco viola che ha creato e cresce rigogliosa nel suo giardino. L'intelligenza e l'allegria di Ifeoma cambieranno per sempre il modo di vivere di Kambili e Jaja.



Infine ho cominciato a leggere Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve, del quale avevo scaricato l'ebook chissà quanto tempo fa e mi ero poi completamente dimenticata di averlo. Per ora è divertente, poi scriverò una recensione più dettagliata.

Andrete in vacanza? Che andiate in giro o rimaniate a casa, ricordatevi che un buon libro è un ottimo compagno! Se volete, qui qui trovate i miei suggerimenti per l'estate di qualche anno fa.



mercoledì 13 agosto 2014

Il lungo sguardo - Elizabeth Jane Howard



Titolo: Il lungo sguardo

Autrice: Elizabeth Jane Howard

Traduzione: Manuela Francescon

Casa editrice: Fazi

Pagine: 511

Prezzo: 17.50 euro

Ebook disponibile


Avevo letto alcune recensioni che presentavano questo romanzo come un testo imperdibile, uno di quei libri da leggere assolutamente o forse, quantomeno, da sfoggiare in salotto. Incuriosita, l’ho comprato e l’ho letto abbastanza velocemente. La tecnica narrativa è senza dubbio interessante e credo innovativa per il periodo in cui il libro fu pubblicato (1956): gli eventi sono raccontati a ritroso dal 1950 al 1926. All’inizio la protagonista, Mrs Antonia Fleming, sta organizzando una cena per festeggiare il fidanzamento del figlio maggiore. Mrs Fleming è una donna non più giovanissima ma ancora piacente, è benestante e vive in una bella casa. Il fulcro di buona parte del romanzo è costituito da un’analisi minuziosa e spietata del matrimonio ventennale di Antonia con Conrad, un uomo egocentrico e curiosamente incapace di esprimere i propri sentimenti in modo convenzionale (lo stile mi ricorda un po’ quello di Virginia Woolf). L’equilibrio precario di marito e moglie si riflette nel rapporto con i figli: la comunicazione spontanea e sincera risulta molto difficile e Julian e Deirde sembrano non sviluppare un legame autentico con i genitori. Una famiglia disfunzionale, diremmo oggi? Chissà, di sicuro poco serena. “Il lungo sguardo” è senza dubbio molto interessante, ma in alcuni punti, secondo me, scorre con una certa lentezza. Non mi è risultato sempre chiaro perché i personaggi si comportassero in un certo modo, e ammetto che, se Antonia fosse stata una mia amica, avrei avuto la tentazione di dirle “Ma lascia perdere Conrad, trovatene un altro più bello che problemi non haJ Mi rendo conto però che sarebbe una semplificazione un po’ ingenua. La stessa Howard (1923-2014) ha avuto un’infanzia non felice e una vita sentimentale piuttosto turbolenta, che forse cercava di razionalizzare traducendola in romanzi. Tutto sommato, “Il lungo sguardo” mi è piaciuto, ma non lo consiglio a chi cerca qualcosa di divertente e leggero: per apprezzarlo occorre una certa dose di pazienza.
 

Elizabeth Jane Howard con Kingsley Amis - suo terzo marito dal 1965 al 1983 - e un simpatico felino.