Visualizzazione post con etichetta gianluca nicoletti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta gianluca nicoletti. Mostra tutti i post

giovedì 9 ottobre 2014

Se ti abbraccio non aver paura - Fulvio Ervas









Titolo: Se ti abbraccio non aver paura. Il viaggio di Franco e Andrea

Autore: Fulvio Ervas

Casa editrice: Marcos y Marcos

Pagine: 319

Prezzo: 17 euro

Chi ha visto Rain Man, forse, immagina che tutte le persone affette da autismo somiglino a Raymond: dotate di qualche capacità prodigiosa, ma al tempo stesso eccentriche, estremamente abitudinarie e non in grado di stabilire relazioni con coloro che li circondano né di vivere in autonomia. Senza nulla togliere al film e agli ottimi interpreti, oggi sappiamo che la realtà dell’autismo è molto più variegata: esistono persone con autismo con un’invidiabile realizzazione professionale, come Temple Grandin, persone che parlano con gli altri, persone che pronunciano solo due parole ogni tanto, persone che amano il contatto fisico. Prima di leggere questo romanzo, credevo che il titolo si riferisse al fatto che esistono soggetti con autismo che detestano essere toccati dagli altri. Andrea Antonello, invece, non ha problemi, anzi, a sua volta abbraccia perfetti sconosciuti, che in genere rimangono un po’ perplessi. Sorride spesso, non è loquace, preferisce alcuni colori e certi cibi, non ha nessuna abilità portentosa. In compenso, ha un papà che lo ama tantissimo e che un bel giorno, nonostante il parere contrario di medici e conoscenti, decide di coinvolgerlo in una grande avventura: un coast to coast in moto. Dalle conversazioni di Franco Antonello con Fulvio Ervas, poi, è nato questo libro. Franco ha pianificato il percorso a grandi linee, ne ha parlato al figlio e sono partiti alla volta di paesaggi nuovi e molto diversi fra loro, per vedere come sono questi Stati Uniti (poi decideranno di continuare in America Latina), per provare cibi mai mangiati, annusare odori insoliti, conoscere persone che parlano un’altra lingua. Ci si può aiutare con il navigatore, con le guide, con i consigli degli amici, anche se alla fine ogni viaggio è una storia a sé e Andre (come lo chiama suo padre), a volte, è un po’ imprevedibile. Franco dice che “Per certi viaggi non si parte mai quando si parte. Si parte prima. A volte molto prima. Sono bastate poche parole: ‘Suo figlio probabilmente è autistico’.” Nel viaggio di vita con Andrea non ci sono bussole né cartelli. Ad oggi, esistono varie ipotesi sulle cause dell’autismo, ma non ci sono certezze e non si sa neanche bene cosa pensino e provino molte persone che vivono questa condizione. Franco cerca di capire se Andrea stia bene, se sia felice, ma la comunicazione fra loro non è semplice. Non esistono manuali per orientarsi nel mondo dell’autismo, non c’è una guida che a pagina 123 ti spieghi cosa fare in una data situazione o in un’altra. I genitori di Andrea cercano di vivere al meglio ogni giorno, ma sanno bene che prima o poi non saranno più lì a prendersi cura del figlio, che, per inciso, ha già diciotto anni, è un bel ragazzo e sembra avere un certo interesse per le coetanee. Riuscirà a costruire la propria indipendenza? Oppure dovrà sempre essere assistito da qualcuno? Franco non ha risposte. Io, nel frattempo, vi consiglio di fare un giro nel mondo di Andrea.




venerdì 9 maggio 2014

Uomini e topi - John Steinbeck



Titolo: Of Mice and Men

Autore: John Steinbeck

Casa editrice: Penguin

Pagine: 107

Prezzo: 10 euro

 

(Edizione italiana: Uomini e topi, ed. Bompiani, 200 pagine, 9 euro. Traduzione di Cesare Pavese. Ebook disponibile)


Uomini e topi è uno dei libri più toccanti che ho letto negli ultimi mesi, forse anche di più. Tipo Il ritorno del soldato, ecco. Dunque, siamo in California durante la Grande Depressione e George e Lennie lavorano come braccianti spostandosi da un ranch all’altro. George è un piccoletto sveglio, mentre Lennie è grande e grosso ma ha la mente di un bambino e non riesce a controllare la propria forza fisica. Sognano di mettere da parte abbastanza denaro per comprarsi una casa con un pezzo di terra, qualcosa che permetta loro di vivere tranquillamente: una casa con due camere da letto, un pollaio, dei conigli e un piccolo orto per le verdure e l’erba medica di cui i conigli sono ghiotti. Mentre girano da un ranch all’altro, uomini soli in mezzo ad altri uomini soli, è l’immagine di questa casetta che li fa andare avanti. Lennie chiede a George di descrivergli la casa sempre con le stesse parole, un po’ come i bambini piccoli chiedono ai genitori sempre la stessa fiaba della buonanotte. Quando inizia la storia, George e Lennie sono appena arrivati al ranch di Curley, un piccoletto attaccabrighe e manesco sposato con una giovane donna sensuale di cui non ci viene mai detto il nome. Conoscono Candy, un tuttofare anziano che teme di essere cacciato quando non potrà più lavorare, Crooks, un uomo di colore che si occupa dei cavalli, emarginato da tutti, Slim, un lavoratore esperto e carismatico.  Mi viene difficile proseguire con la trama perché temo che finirei per dare delle anticipazioni, visto anche che il romanzo è breve e gli eventi si susseguono rapidamente.


Credo che uno dei motivi per cui Uomini e topi mi ha colpito sia che conoscevo già il finale, quindi mentre leggevo interpretavo quello che succedeva alla luce delle ultime pagine. Inoltre, il personaggio di Lennie, con il suo deficit mentale che lo rende incapace di concepire il male, mi ha posto un sacco di domande. È bisognoso di protezione e gli altri spesso non lo capiscono e lo temono o lo prendono in giro. Forse bisognerebbe innanzitutto proteggerlo da se stesso, ma come? Oggi magari vivrebbe in una struttura psichiatrica, ma sarebbe felice rinchiuso fra quattro mura, lontano dagli animali che ama tanto? Poi c’è l’amicizia fra George e Lennie, con George che sa benissimo che vivrebbe molto meglio se non dovesse occuparsi di Lennie, ma si è preso la responsabilità di quell’omone con la testa vuota e in fondo sa anche che senza di lui si sentirebbe molto solo.
 
 

Uomini e topi è un romanzo molto attuale e per alcuni versi mi ha fatto pensare a Una notte ho sognato che parlavi di Gianluca Nicoletti, in cui il padre di un ragazzo autistico racconta com’è vivere con un figlio che praticamente non parla, è ben piazzato e a volte cade preda di crisi di rabbia sempre più difficili da fronteggiare.

Non so se in queste poche righe sono riuscita a far capire quanto è bello questo romanzo. Bello in modo triste, senza dubbio, però bello.