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lunedì 24 dicembre 2012

Ai piani bassi - Margaret Powell



Titolo: 'Ai piani bassi'

Autrice: Margaret Powell

Traduzione: Carla Palmieri e Anna Maria Martini

Casa editrice: Einaudi

Pagine: 192

Prezzo: 16.50 euro



(Edizione inglese: Below Stairs, ed. Pan Books, 288 pagine, 6.89 euro)



'Sono nata nel 1907 a Hove, seconda di sette figli. Il mio primo ricordo è che gli altri bambini sembravano tutti più ricchi di noi': nelle prime righe di 'Ai piani bassi' troviamo già alcuni degli elementi più importanti del romanzo: la povertà, la famiglia numerosa (che deve vivere in tre stanze) e, come ovvia conseguenza, la necessità di lavorare. Margaret frequenta la scuola fino a tredici anni e ottiene una borsa di studio, ma poi i genitori non sono più in grado di mantenerla e inizia a lavorare come domestica presso una signora anziana, paralizzata dalla vita in giù ed estremamente bisbetica. Dopo un po' lascia il posto e svolge altri mestieri, fra i quali la sguattera di cucina/tuttofare. Con 'tuttofare' si intende proprio 'tutto': si sveglia alle cinque e mezza ed entro le otto deve pulire le canne fumarie, accendere il fuoco, lustrare il focolare, lucidare gli ottoni della porta d'ingresso, pulire scarpe e stivali e servire la colazione al resto della servitù. Poi, naturalmente, ci sono tutti gli altri compiti. Hove è un'amena cittadina sulla costa meridionale dell'Inghilterra, non molto lontana da Brighton, non proprio una metropoli, infatti a sedici anni Margaret si trasferisce a Londra. Anche qui si impiega prima come sguattera e poi come cuoca. In questo periodo si delinea un altro elemento di grande rilievo: il conflitto di classe, lo scontro fra 'noi', la servitù, e 'Loro', i padroni. Alla nascita di Margaret, nel 1907, la regina Vittoria è morta da pochi anni e la mentalità inglese resterà ancora legata alla forte divisione fra classi sociali, al perbenismo di facciata, al conformismo e al compromesso vittoriano (anche se la Prima Guerra Mondiale, e soprattutto la Seconda, porteranno dei cambiamenti notevoli). Chi è nato in una famiglia povera inizia a lavorare appena possibile, fatica come un mulo per uno stipendio misero e dovrebbe anche essere grato ai ricchi e agli aristocratici che gli permettono di lavorare per loro. Per le ragazze l'unica via di fuga è il matrimonio, possibilmente con un brav'uomo; le giovani donne che rimangono incinte senza essere sposate sono marchiate a vita dal segno dell'infamia. Margaret lavora, per un certo periodo accetta incarichi temporanei in modo da poter fare esperienze diverse - entra quindi in contatto con persone molto differenti, non tutte sgradevoli - e dopo qualche anno sposa Albert Powell, un ex macellaio diventato lattaio. Scoprirà però che essere in grado di cucinare una cena di sette portate non è molto utile se il reddito familiare è piuttosto modesto...

L'ottima traduzione di Carla Palmieri e Anna Maria Martini restituisce una voce narrante schietta, ironica e talvolta aspra, ma mai volgare. Margaret non si piange addosso, anzi, riesce a descrivere le proprie vicissitudini con una vis comica non comune (sono scoppiata a ridere più volte durante la lettura). 'Ai piani bassi' è un ottimo documento storico e, al tempo stesso, un romanzo coinvolgente e pieno di brio (è stato anche di ispirazione per i creatori della serie televisiva Downtown Abbey). L'autrice ha pubblicato anche Climbing the Stairs, un altro romanzo incentrato sulla propria biografia, che però non mi risulta sia stato tradotto in italiano.